Sito di Mario Di Pietro




Dove ti trovi: Home > Bambini che rifiutano il cibo


Cerca nel sito


Ricerca fornita da Google 


Torna all'indice


Cos'è l'E.R.E.

Torna all'indice

In libreria

Link utili

Personalizza

Scegli le dimensioni del testo:



Bambini che rifiutano il cibo

rifiuto cibo

Perché un bambino si rifiuta di mangiare


Innanzitutto è bene accertarsi se vi siano problemi di salute. Due comuni problemi associati al rifiuto del cibo sono il reflusso gastrico e la stipsi. Escludendo che il bambino abbia problemi di salute, le ragioni per cui un bambino rifiuta il cibo durante i pasti potrebbero essere:

Altre ragioni più complesse potrebbero essere:

Percezione sgradevole del cibo. Il bambino potrebbe avere sensazioni sgradevoli dal contatto col cibo (toccandolo o sentendolo in bocca) indipendentemente dal sapore.

Difficoltà nella masticazione e deglutizione. Segnali di questo tipo di difficoltà possono essere la tendenza a riempirsi eccessivamente la bocca per poi sputare il tutto.

Segni precoci di un disturbo oppositivo-provocatorio. In questo caso il genitore dovrebbe trovare difficile gestire il bambino in vari ambiti oltre che a quello del cibo. Si tratta di bambini con un temperamento difficile, che hanno facili scoppi di collera, capricciosi e disobbedienti.

Alcune domande chiave che il genitore dovrebbe porsi:

Evitare di forzare a tutti i costi il bambino a mangiare. Forse pensate che come genitori è vostro compito farlo mangiare, ma NON lo è! Il vostro compito è presentargli cibo gradevole e nutriente durante i pasti. E' compito del bambino mangiare!

Strategie di base per migliorare il comportamento alimentare del bambino (età 2-5 anni)

bimba mangia

1. Pranzate assieme a vostro figlio. Evitate sia di impegnarvi in altre attività (ad esempio, svuotare la lavastoviglie, preparare una pietanza per altri membri della famiglia, telefonare, ecc.), sia di piazzarvi davanti al bambino e imboccarlo, una volta che abbia appreso ad utilizzare le posate. I pasti sono un'esperienza sociale ed anche in quei momenti il bambino apprende ciò che vede. Se vi aspettate che il bambino assaggi con curiosità qualcosa di nuovo, gli altri membri della famiglia dovranno dare l'esempio. Questo non significa necessariamente che se il bambino vede la mamma mangiare spinaci senz'altro la imiterà, ma ci saranno maggiori probabilità che si abitui ad accettare una varietà di alimenti. Un'altro vantaggio nel pranzare a tavola assieme al bambino è dato dal fatto di poter immediatamente lodare e incoraggiare il bambino non appena prova ad assaggiare cose che in precedenza tendeva a rifiutare.


2. Pranzate a tavola. La nostra è diventata una cultura iperattiva. Fare più cose contemporaneamente è un'abitudine molto diffusa. Non è raro che una bambino mangi tenendo il piatto sul divano mentre guarda la TV o mentre sta facendo un videogioco. Se il bambino acquisisce queste abitudini, il semplice mangiare diventa presto una cosa estremamente noiosa per cui, una volta placati i morsi della fame con due o tre bocconi, sentirà il bisogno di impegnarsi a fare qualcos'altro, rinunciando a proseguire il pasto, salvo poi spizzicare merendine o patatine mezzora dopo la fine di questo pranzo incompleto.


3. Coinvolgete il bambino nella scelta del menu e nella preparazione del pranzo. Chiedetegli cosa preferirebbe mangiare dandogli la possibilità di scegliere da una lista di pietanze che gli proporrete. Potete cercare in internet immagini di alcune pietanze appetitose che siete in grado di preparare e mostratele al bambino. Ci sono maggiori probabilità che il bambino sia più interessato al pasto se in qualche modo ha contribuito alla sua preparazione. Potrà essere divertente per lui impastare, maneggiare pentole, mescolare l'insalata, tirare fuori i surgelati dalla loro confezione. Sarà piacevole per lui pasticciare con la farina, infilare un dito (possibilmente pulito) nell'impasto, fare forme o giocare con pezzetti di verdura o con la pasta cruda.


4. Concedete al bambino uno snack non più tardi di 2 ore e mezzo o 3 ore prima del pasto. Uno degli errori più frequenti nell'ambito dell'alimentazione del bambino è quello di lasciarlo mangiare liberamente ogni volta ne abbia voglia. Questo a prima vista sembrerebbe garantirgli almeno una certa quantità di cibo, ma in realtà così facendo viene soppresso lo stimolo della fame e non saranno mai sufficientemente affamati da consumare un pasto completo. Latte, succhi di frutta, merendine, patatine o simili riempiranno a sufficienza la pancia del bambino facendo diminuire il bisogno di consumare un vero e proprio pasto. La finestra temporale ideale per il consumo di questi spuntini è di 2 ore 1/2-3 ore prima o dopo i pasti principali. Si sono visti grossi miglioramenti nel modo in cui i bambini consumano i loro pasti quando in famiglia si aderisce fedelmente a questa soglia temporale.


5. Limitate il consumo di latte e succhi di frutta da parte del bambino. Se durante il giorno beve più di mezzo litro di latte il suo appetito a tavola diminuirà notevolmente. Una soluzione può essere quella di riempire di latte una bottiglia contenente mezzo litro e lasciarla a sua disposizione solo due volte al giorno (lontano dai pasti) senza riempirla una volta che sarà vuota. Anche i succhi di frutta, data la quantità di zucchero e di calorie in essi contenuta, contribuiscono a far diminuire l'appetito. E' bene quindi farli consumare lontano dai pasti dando la preferenza a spremute o a succo di frutta ottenuto con centrifuga in alternativa ai succhi di frutta da supermercato.


6. Lasciate che il bambino si arrangi a mangiare da solo. Di solito la maggior parte dei bambini ad un anno sono già in grado di mangiare da soli, anche se magari spesso preferiscono usare le mani piuttosto che le posate. Concedetegli sufficiente tempo senza fargli troppa pressione ed aiutatelo solo se il bambino ve lo chiede e nel caso debba completare gli ultimi bocconi del pasto.


7. Non forzate il bambino a mangiare. Evitate assolutamente di obbligarlo a mangiare infilandogli il cibo in bocca mentre cerca di opporsi. Rischiereste di creare molta negatività associata al pasto e questo renderebbe il momento del pranzo sempre più sgradevole per il bambino. Inoltre il bambino imparerebbe a stare sulle difensive quando è il momento di pranzare e ciò lo porterebbe a mangiare sempre meno. Se questo è già successo, pazienza. L'importante è non ripetere questo errore e rassicurare il bambino che non succederà più. Se il bambino rifiuta energicamente di mangiare a pranzo avvisatelo che non potrà mangiare niente altro fino all'ora di merenda e se rifiuta la cena comunicategli che non potrà avere altro cibo fino a colazione. Evitate di dargli del latte prima di andare a letto se non ha cenato. Ricordate che se il bambino è sano non gli farà male e non deperirà per aver saltato il pasto.


8. Utilizzate il cibo preferito dal bambino in modo strategico. Fate una lista di tutto ciò che mangia volentieri durante i pasti e dategli la possibilità di consumare alcuni di questi alimenti dopo che ha consumato almeno una piccola quantità del cibo meno gradito. Aumentate progressivamente, un piccolo passo alla volta, la quantità di cibo meno gradito che il bambino deve consumare per accedere al cibo preferito. Quando è possibile mescolate una piccola quantità di cibo meno gradito con quello preferito. Abbiate l'accortezza di curare, l'aspetto, il profumo, la temperatura del cibo (né troppo caldo, né troppo freddo). Non è necessario mantenere l'ordine classico delle portate. Se ad esempio il bambino è ghiotto di pastasciutta ma rifiuta la verdura, gli può essere dato prima un po' di verdura e poi la pastasciutta.


9. Evitate di dare eccessiva importanza alla carne. Alcuni bambini trovano abbastanza sgradevole la carne. Non fatevene un'ossessione. Se il bambino ha un sufficiente apporto proteico attraverso altri alimenti (uova, formaggio, pesce, legumi) non è indispensabile che mangi frequentemente carne. Alimenti a base di soia sono ricchi di proteine e le lenticchie sono molto ricche anche di ferro (quindi non consumatele solo per festeggiare la fine dell'anno!).


10. Fatevi sostituire da un altro familiare nel seguire il bambino durante i pasti. Se a causa di errori commessi il momento del pasto diventa un momento di lotta col bambino, può essere utile fare in modo che per un po' di tempo sia un'altra persona (ad esempio l'altro genitore o la nonna) ad occuparsi del suo pasto. Questo può aiutare a creare un clima di minor tensione che può agevolare un cambiamento nelle abitudini alimentari.


11. Evitate che il bambino vi ascolti mentre parlate con altre persone dei suoi problemi alimentari. Di solito un bambino capisce ciò che ascolta molto di più di quanto gli adulti possano immaginare. Sentir parlare delle sue abitudini alimentari anche lontano dai pasti può accentuare la connotazione sgradevole che il cibo ha assunto per lui. Oppure può accadere che trovi gratificante essere al centro dell'attenzione e questo contribuirà a consolidare il suo rifiuto del cibo. E' quindi importante che i genitori imparino a dissimulare la loro preoccupazione per quanto il bambino mangia soprattutto al momento del pasto. Se il cibo non viene associato a momenti di forte tensione e il bambino è più rilassato quando siede a tavola, è più probabile che gradualmente egli assuma abitudini alimentari più salutari.

 

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

dietaAdottare una dieta sana può aiutare i bambini con ADHD
(Da Medscape Medical News > Psychiatry ) Megan Brooks, Scrittrice freelance per Medscape, traduzione italiana Dr.ssa Valentina Parma