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Tributo ad ALBERT ELLIS

Albert Ellis

Il 24 luglio 2007 è deceduto Albert Ellis, all’età di 93 anni. Fino all’ultimo Ellis ha ricoperto la carica di presidente emerito dell’Albert Ellis Institute di New York e fino al 2003, prima che le sue condizioni di salute peggiorassero, ha avuto una vita molto produttiva come psicoterapeuta, come docente e come scrittore. Per i suoi importanti contributi Ellis può essere considerato uno dei principali ispiratori di quella prassi psicoterapeutica nota come terapia cognitivo-comportamentale, che attualmente è la più diffusa forma di psicoterapia in molti paesi e quella che più di ogni altra ha dato prova di efficacia..

Albert Ellis nacque a Pittsburgh, negli Stati Uniti, il 13 Settembre 1913. Accanito lettore fin dall’infanzia, questa sua passione si accentuò nel periodo adolescenziale quando cominciò ad accostarsi alla filosofia. Egli si interessò soprattutto della filosofia della felicità umana, divenendo un profondo conoscitore di Epicuro, Epitteto, Marco Aurelio, Spinoza, Kant, Emerson, Thoreau e Russel.

Si specializzò in psicologia clinica alla Columbia University e conseguì il dottorato di ricerca nel 1947. Da quel momento si dedicò ad attività clinica e di ricerca scrivendo numerosi articoli, partecipando a trasmissioni radiofoniche e scrivendo il suo primo libro, che fu pubblicato nel 1951 con il titolo The folklore of sex.

Nei successivi quindici anni, Ellis divenne, con Kinsey, il più noto sessuologo negli Stati Uniti. In questo periodo egli pubblicò alcuni libri che divennero dei best seller quali: Sex without guilt, The art and science of love. Le sue teorie furono pesantemente criticate, per il suo spiccato liberalismo, dalla cultura perbenista americana. Al contrario di Freud, il quale sosteneva che le nevrosi fossero originate dai problemi sessuali, Ellis giunse alla conclusione che l'ansia e il senso di inadeguatezza legato alla sessualità, fossero principalmente determinati dalle pretese assolutistiche che gli individui nevroticamente si impongono riguardo alla loro vita sessuale e di coppia. In una prima parte della sua carriera clinica Ellis aveva praticato la psicanalisi, da cui di staccò definitivamente nel 1953, in seguito alle continue conferme della sua scarsa efficacia come metodo psicoterapeutico.

Nel 1955 con il saggio "New approches to psychoterapy techniques", Ellis descrisse una nuova procedura psicoterapeutica denominata inizialmente Rational Therapy, poi modificata in RET (Rational-Emotive Therapy) e successivamente in REBT (Rational Emotive Behavior Therapy). Si trattava di un tipo di psicoterapia orientata al cambiamento, basata sull’individuazione e la trasformazione di modalità di pensiero distorte e disfunzionali. La sua prima relazione sulla RET fu presentata a Chicago nel 1956 al congresso della Psychological Association e pubblicata nel 1958. Da allora in poi Ellis fece della crescita e dello sviluppo della terapia razionale emotiva il suo principale interesse. Fino agli anni '60 Ellis fu l'unico esponente di spicco nel campo della terapia cognitiva, ma negli anni 70 cominciò a suscitare sempre maggior interesse in molti esponenti della terapia comportamentale quali, Albert Bandura, Arnold Lazarus, Donald Meichenbaum, Michael Mahoney, facilitando quel movimento bidirezionale che portò ad un progressivo accostamento della prospettiva cognitivista e di quella comportamentista, fino alla nascita della terapia cognitivo-comportamentale di cui Ellis può essere considerato uno dei padri fondatori.

Dopo un breve periodo di attività all’interno dell’università, Ellis decise svincolarsi dall’establishment accademico per fondare un istituto privato nel centro di Manhattan. Tale istituto, oggi denominato Albert Ellis Institute, è diventato nel corso degli anni un’importante centro di terapia cognitivo comportamentale ed un centro di formazione frequentato da operatori della salute mentale provenienti da tutto il mondo. Negli ultimi tre decenni la RET si è progressivamente trasformata, grazie anche al contributo di diversi collaboratori di Ellis, evolvendo, in quella che attualmente è nota come Terapia Comportamentale Razionale-Emotiva (REBT) diffusa e praticata in moltissimi paesi, dagli Stati Uniti, all’Europa, al Giappone, all’India.

Diversamente da un altro esponente di spicco della terapia cognitivo-comportamentale, Aaron Beck, Ellis ha operato quasi esclusivamente al di fuori dell’ambiente accademico. Questo ha fatto sì che alcuni esponenti più conservatori della lobby accademica arrivassero a snobbare i suoi lavori. Malgrado ciò, Ellis è stato uno degli psicologi contemporanei più popolare, carismatico e innovativo. Un’indagine dell’American Psychological Association aveva collocato Ellis al secondo posto tra gli psicologi più influenti del XX secolo (al primo posto fu riconosciuto Carl Rogers). 

Ellis ha scritto 78 libri, molti dei quali sono dei bestseller, tra quelli tradotti in italiano i più noti sono Ragione ed emozioni in psicoterapia, Autoterapia razionale emotiva, Addio nevrosi. Uno degli ultimi suoi libri è stato A Road to Tollerance, un messaggio alla tolleranza, in un momento storico in cui l’intolleranza e il fanatismo sembrano ancora prevalere.



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Conduttori: Dott. Mario Di Pietro - Dott.ssa Simona Bernardini