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DEPRESSIONI INFANTILI


Mario Di Pietro

DEPRESSIONI INFANTILIIntroduzione
I problemi legati al benessere emotivo del bambino e dell’adolescente non sempre ricevono la dovuta considerazione nell’ambito della programmazione degli interventi sanitari. Ciò non può che sorprendere se si considerano i devastanti effetti che la sofferenza emotiva produce nella vita del bambino, ripercuotendosi spesso sul suo futuro adattamento in età adulta. I più frequenti di questi effetti sono problemi scolastici, difficoltà relazionali, comportamenti devianti, condotte suicidarie.
La depressione intesa come sintomo si riferisce a un tono dell’umore caratterizzato da tristezza, uno stato d’animo che può pervadere di tanto in tanto la vita di un bambino, spesso per problemi contingenti, quali complicazioni scolastiche, difficoltà ad essere accettato dai coetanei, problemi nell’ambito della famiglia.
La depressione intesa invece come sindrome clinica, in età evolutiva è spesso associata ad eventi particolarmente stressanti quali:

Non è scopo di questo intervento approfondire gli aspetti eziologici e nosografici delle depressioni infantili, per cui mi limiterò a citare la tipologia dei disturbi depressivi più frequentemente oggetto d’intervento.

Quando si nota un umore fisico, bisogna tenere presente che la tristezza, in età evolutiva, può esser spesso collegata a una condizione di bassa autostima, un problema che si riscontra frequentemente durante la pubertà e l’adolescenza, in associazione a difficoltà relazionali. In questi casi sarebbe più appropriata una diagnosi di “reazione di adattamento con umore misto o umore depresso”, in quanto questo lieve disturbo dell’umore sembra insorgere per cause psicosociali.

Nei casi in cui l’umore depresso e irritabile abbia una rilevanza maggiore, può essere più adeguata invece una diagnosi di disturbo distimico. Se si esaminano i criteri diagnostici stabiliti dal DSM-IV per il disturbo distimico, appare evidente che diversi disturbi dell’affettività che compaiono in adolescenza rientrano in tale diagnosi.

Oltre all’umore triste, col termine “depressione” ci si riferisce ad una costellazione di comportamenti che possono includere una perdita di interessa per molte attività, cambiamenti delle abitudini alimentari, senso di stanchezza, agitazione psicomotoria, diminuita capacità di concentrazione, alterazioni del sonno, idee di suicidio. Quando questi sintomi si verificano con un’intensità maggiore di quanto ci si potrebbe aspettare nel caso di disturbo distimico, allora si può ipotizzare un quadro diagnostico corrispondente all’episodio depressivo maggiore.

Un altro disturbo depressivo meno frequente in età evolutiva è il disturbo maniaco-depressivo, detto anche disturbo bipolare. Bambini e adolescenti affetti da tale disturbo attraversano periodi di iperattività, specialmente durante la fase maniacale ed è molto probabile che mostrino comportamenti aggressivi e antisociali seguiti da gravi alterazioni dell’umore di natura ciclica.
Una posizione abbastanza diffusa negli anni ’80 considerava molti dei disturbi dell’età evolutiva una forma di depressione “mascherata”. Tale ipotesi sosteneva che, nel tentativo di liberarsi dei sintomi depressivi, i bambino cerca di mascherare la sua condizione mostrandosi spesso aggressivo. Nell’assumere tale punto di vista, diventava però molto difficile differenziare questa presupposta depressione mascherata da altri problemi quali i disturbi della condotta. La maggior parte dei comportamenti disturbati riscontrabili in età evolutiva potevano essere infatti ricondotti ad uno stato di depressione. Le uniche prove a sostegno di tale ipotesi andavano cercate nei sogni riferiti dai bambini, nell’interpretazione dei sogni, nel contenuto simbolico di qaunto il abmbino riferiva. In breve, la diagnosi di depresione in questi casi era affidata più alla fervida fantasia del neuropsichiatra o dello psicologo che a prove cliniche sostanziali. Attualmente la teoria della depressione mascherata è stata ormai quasi completamente abbandonata, mentre prevale la tendenza a considerare la possibilità che due o pi disturbi possano coesistere. Vari studi hanno dimostrato che bambini e adolescenti possono manifestare il sovrapporsi di sintomi di depressione, di ansia, di disturbo della condotta e di disturbo oppositivo- provocatorio.



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